
Ieri dopo il lavoro, mi sono fermato a fare due chiacchiere con Marco Pierini, Research & Development Manager di Sparco, e gli ho fatto un paio di domande sui nuovi caschi, di cui ha seguito il progetto.
Perchè avete scelto il nome WTX?
WT sta per Wind Tunnel, galleria del vento, dove i nostri collaudatori hanno testato i caschi. In galleria ne abbiamo studiato la forma, con l’obiettivo di aumentare la stabilità. È un elemento molto importante: quando ci sono delle turbolenze i piloti sono costretti a dedicare una parte delle loro energie a tenere ferma la testa. Un casco che risparmi loro questa fatica è un bell’aiuto in ogni competizione.
Quali sono i tre punti di forza dei nuovi caschi?
1) Il peso. Abbiamo chiamato uno dei modelli della nuova collezione WTX 7-Air perchè è leggero come l’aria. È un casco realizzato intermente in carbonio, quindi leggerissimo. La ricerca in questo campo si è spinta molto avanti e siamo estremamente orgagliosi di questo risultato: un casco che pesa poco rende i nostri piloti più sicuri e più competitivi. Più sicuri perchè il casco pesa meno in un eventuale impatto e più competitivi perchè, essendo più leggero, il pilota guadagna tempo sul giro.
2)Il sistema di areazione interno. Per i piloti l’ambiente all’interno dei caschi non è proprio dei più ospitali. Per rendere l’idea, è come mettere la testa in un forno a 60 gradi. Per risolvere questo problema abbiamo messo a punto e testato in galleria del vento il FAD ( Forced Air Duct), che favorisce una ideale circolazione interna ed evita l’appannarsi della visiera. I caschi hanno un doppio sistema di prese d’aria: due nella parte posteriore che estraggono il calore e due nella parte anteriore che fanno entrare aria fresca dall’esterno. Abbiamo inserito il FAD anche nel WTX J-7 Air, l’unico casco jet al mondo ad avere un sistema di ventilazione.
3)La funzionalità. La collezione WTX è predisposta per soddisfare le esigenze di ogni pilota. Abbiamo sviluppato un progetto modulare, in modo che si possano aggiungere accessori intercambiabili in base alle proprie necessità. Ad esempio l’EDS (easy drink system), un case da alloggiare sul casco, che permette ai piloti di bere senza alcuno sforzo. Fondamentale nelle gare di endurance, ma molto utile in ogni tipo di competizione. Oppure il sistema per la connessione radio FCR (Fast Connection Radio): abbiamo dotato tutti i caschi di un kit microfono e degli attacchi necessari, senza che ci sia bisogno di forare. Inoltre l’interno del casco è smontabile, ogni componente può essere rimossa per essere lavata.
Comfort e sicurezza quindi?
Esattamente, abbiamo cercato di amalgamare questi due ingredienti fondamentali del nostro lavoro. In questa direzione abbiamo inserito nel progetto anche una differenziazione delle calotte.
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